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17 Mag

Sigmund Freud: cosa sai di lui?

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Amici di Life , l’articolo di oggi vi porterà a scoprire alcune curiosità divertenti che ci aiuteranno a capire meglio colui che più di ogni altro ha passato la vita a cercare di capire noi. Stiamo parlando di Sigmund Freud, padre della psicoanalisi.

Al mondo di sicuro non c’è persona che non l’abbia sentito nominare almeno una volta ma seppure famosissimo molti ignorano tanti aspetti del suo carattere ed aneddoti della sua vita. Freud nacque a Freiberg in Austria il 6 Maggio 1856 quindi la prima cosa da mettere a mente quando si parla di lui è che non era tedesco ma austriaco. Mi sembra già un buon punto di partenza!

  • Sin da bambino si distinse subito per la sua intelligenza fuori dal comune tanto da diplomarsi a 17 anni e ricevere una menzione d’onore.
  • Iscrittosi all’università di Vienna, facoltà di medicina, sviluppò subito una grande insofferenza nei confronti dei professori che non considerava all’altezza e questo atteggiamento unito alla noia ritardarono il conseguimento della sua laurea che avvenne nel 1881 dopo 8 anni di corso.
  • Fino ai 40 anni fece largo uso di cocaina sia a livello personale per curare i suoi terribili mal di testa che a livello professionale prescrivendola largamente ai suoi pazienti. Dopo aver scoperto , infatti, che i nativi d’America utilizzavano la cocaina come analgesico Freud decise di sperimentarla sia su di sè (essendo convinto della mancanza di effetti collaterali rilevanti)  che sul suo amico Ernst Fleishl che nel frattempo era divenuto dipendente dalla morfina essendo affetto da una brutta malattia. Gli effetti della cocaina su Flishl con allucinazioni , deliri e forti paranoie lo spinsero tuttavia a cessarne completamente l’uso.  («Ho bisogno di un sacco di cocaina. Il tormento, la maggior parte delle volte, è superiore alle forze umane»- S. Freud).
  • Ha avuto dalla moglie Martha Bernays 6 figli. Tra questi l’ulttima, Anna diventerà a sua volta una famosa psicanalista.
  • Amava molto gli animali ed era particolarmente affezionato al suo cane Jofi. In tal senso Freud può essere considerato anche il padre della Pet Therapy. Jofi, infatti, era considerata dallo psicanalista una presenza imprescindibile durante le sue sedute perchè era in grado di rassicurare e mettere a proprio agio i pazienti. Inoltre c’è da sottolineare che Jofi aveva sviluppato un intuito infallibile circa la durata delle sedute, quando il cane si alzava Freud era certo che la seduta fosse terminata.
  • Era ossessionato dal numero 62 tanto da essere stato convinto per tutta la sua giovinezza che quello sarebbe stato anche il numero dei suoi anni di vita…in realtà oggi possiamo dire che Freud è vissuto molto più a lungo essendo morto ad 83 anni.
  • Il suo guardaroba era composto da soli 3 abiti, 3 completi intimi 3 paia di scarpe. Il medico era convinto che non serviva altro e che non si poteva perdere tempo prezioso nella scelta dei vestiti.
  • Il famosissimo divano sul quale Freud faceva stendere i suoi pazienti gli era stato regalato da una paziente stessa. Già durante i suoi studi Freud aveva notato che la posizione distesa favoriva non solo il rilassamento ma anche la pratica dell’ipnosi.
  • Oltre al tedesco ed all’inglese Freud parlava anche lo spagnolo, lingua appresa da autodidatta per il piacere di leggere il Don Chisciotte in versione originale.
  • Un cratere lunare porta il suo nome.
  • Nella sua vita Freud ricevette ben 12 nominations per il premio Nobel ma di fatto non lo vinse mai. Le sue speranze cessarono definitivamente dopo che un membro del comitato scientifico per l’assegnazione del premio diffuse l’opinione che gli studi e le teorie di Freud non avessero alcuna base scientifica.
  • Durante i suoi studi si occupo’ anche di peti . «Gli uomini civilizzati sono a disagio e imbarazzati da tutto ciò che ricorda loro la loro origine animale. Provano disperatamente a imitare gli angeli perfetti ma in loro rimane, comunque, una traccia terrena insostenibile da sopportare» (Freud).
  • E’ stato un grande fumatore di sigari, tanto da sviluppare ad un certo punto della sua vita il tumore alla gola che nel 1939 lo porterà alla morte. Subì addirittura l’asportazione della mandibola tanto che in alcuni casi fu costretto a svolgere le sue sedute limitandosi soltanto ad ascoltare senza poter in alcun modo intervenire. Quando i dolori per il cancro diventarono insopportabili , Freud chiese al suo medico ed un amico , con il consenso di sua moglie, di aiutarlo a morire attraverso l’iniezione di una dose massiccia di morfina che pose fine alle sue sofferenze durante il sonno dopo due giorni.
  • Nella sua vita ha conosciuto Einstein dicendo di lui: È vivace, sicuro di sé, piacevole. Di psicologia ne capisce quanto me di fisica, tanto che abbiamo avuto una conversazione molto scherzosa“.

 

 

 

Alessandra Cuscianna
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