To top
20 Giu

Lacoste: ma il coccodrillo come fa?

lacoste-926858_960_720

Oggi vi portiamo con noi nel mondo Lacoste e vi facciamo scoprire tutto quello che non sapete sul coccodrillo più famoso del mondo.

Cominciamo subito col dirvi che questo marchio prende il nome dal suo fondatore più famoso: Rene Lacoste ( l’altro è Andrè Gillier) uno dei più forti e famosi tennisti francesi di tutti i tempi. Già il fatto che vi stiamo dicendo che Rene Lacoste era francese vi farà subito capire che per una intera vita avete completamente sbagliato la pronuncia, vero?

Siamo sicuri che 9 su 10 di voi hanno sempre pronunciato Lacoste proprio come si scrive.

L’anno di fondazione della casa di abbigliamento risale al 1933 ma la storia del coccodrillo ha inizio qualche anno prima: nel 1926.

La scelta del coccodrillo come simbolo di questo nuovo marchio ha una storia molto divertente che lo stesso  Renè Lacoste si divertì a raccontare:

Il soprannome mi venne dato dai miei compagni di squadra. A Boston, dove ci trovavamo per affrontare l' Australia in una semifinale di Coppa Davis, mi accadeva ogni giorno di passare di fronte ad un negozio chic, che esponeva una borsa in pelle di coccodrillo, adatta a contenere le mie racchette. La mia ammirazione per la borsa suscitò il divertimento generale, tanto che Pierre Gillou, il nostro capitano, mi promise che, se avessi vinto i miei due singolari, me l' avrebbe regalata. L' immagine del coccodrillo divenne un simbolo fortunato, tanto che lo feci ricamare sui blazer bianchi da tennis e, in seguito, sulle camicette.“ René Lacoste

La stampa statunitense una volta venuta a conoscenza di questo annedoto lo soprannominò “l’Alligatore” ed il resto è storia.

Renè Lacoste si affezionò così tanto a questo soprannome che nel 1926 chiese al suo amico Robert George di disegnare un coccodrillo che si fece ricamare sulla tasca del suo blazer come lui stesso specificò.

Ciò che forse non sapete è che la polo come capo di abbigliamento nasce proprio con Lacoste. Prima d’allora, infatti, tutte le competizioni tennistiche erano state disputate con pantaloni lunghi e maglie a maniche lunghe. Rene Lacoste, che prima che un fortissimo tennista era uomo curioso e creativo, desideroso di creare per i tennisti un capo che fosse comodo, leggero e non ostacolasse i movimenti iniziò a considerare diverse soluzioni. Nelle varie sperimentazioni  prese  anche in considerazione la camicia e la t-shirt ( che al tempo era utilizzata solo come intimo) e fondendoli insieme ottenne la polo: un perfetto mix che se da una parte conservava la praticità della t-shirt , d’altra parte era elegante e sofisticata come una camicia mantenendo il colletto a coste.

Fu subito boom!!

Per rimanere in tema di curiosità ed invenzioni vi diremo che Rene Lacoste ha inventato anche la famosa  macchina spara palline che è stata utilizzata per decenni dai tennisti di tutto il mondo durante i loro allenamenti e sempre a Lacoste si deve anche l’invenzione del “Dumper” un ammortizzatore che si trova nel manico della racchetta e che serve per attutire le vibrazione dei colpi.

D’altra parte non è un caso che lo stesso tennista parlando di sé dicesse:

Inventore! Se dovessi scrivere un titolo sul mio biglietto da visita, ecco cosa sceglierei. Invento da tutta la vita.” ( Rene Lacoste)

Nel 1951 arrivano sul mercato le polo colorate, ciò che le caratterizza sono i colori vivi e brillanti che affiancano il concetto di energia a quello di classe.

Nel 1958 l’azienda avvia anche la sua produzione di scarpe da tennis oltre ad una linea bimbi, il successo e l’espansione è ormai inarrestabile.

Nel 1961 Rene Lacoste interviene sul colletto della polo in modo da renderlo “svoltabile” e più rigido per reggersi da solo permettendo di  proteggersi dai raggi del sole.

Dobbiamo ammettere che prima che uno sportivo  Renè Lacoste era di sicuro un uomo estremamente intelligente e lungimirante.

Ma la produzione Lacoste non si è limitata solo al mondo del tennis ma in breve tempo si è allargata a  ricomprendere anche il calcio, il golf  (sua moglie era una campionessa e sua figlia lo diventerà) e lo sci tanto che nel 1966 è proprio Lacoste a firmare le divise della nazionale francese  di questa disciplina.

Nel 1968 arriva un nuovo importante traguardo: il primo profumo!

bottle-789754_960_720

Ma arriviamo ai giorni nostri. Il coccodrillo è il simbolo assoluto del marchio e dal 1933 non ha mai cambiato stile e forma. Nel 2002 , tuttavia, si è deciso di intervenire sulle dimensioni riducendole.

Viene ancora oggi applicato a caldo sul tessuto ed in alcuni casi più rari oltre a verde può essere argentato.

QUALCHE CURIOSITA’:

Le Polo della Lacoste rappresentano uno degli articoli di abbigliamento più taroccati al mondo.

Noi vi diamo qualche dritta per non incorrere in capi taroccati:

il coccodrillo è cucito sempre con filo di Nylon e non di cotone e questo filo si vede spuntare dalla bocca dell’animale per circa 1 cm;

in basso a sinistra dovete trovare la targhetta grigio argento  Devanlay che non solo identifica il tuipo di tintura speciale con la quale viene fissato iol colore ma è  anche il nome dell’unico licenziatario della Lacoste;

i bottoni originali sono in madreperla con fettuccia di rinforzo;

la polo presenta due spacchetti inferiori.

Nel 2012 Lacoste si iscrive su Facebook e la sua pagina raggiunge a breve i 10 milioni di Likes . Oggi ha superato i 14 milioni…un marchio molto social , senza dubbio!

Nel 2013 gran festa per l’azienda: si celebrano 80 anni di storia, moda, professionalità e successi!

Terminiamo questo articolo con le parole di un suo amico:

Nella perfezione dei suoi colpi è una macchina ma più di questo egli è un affascinante e colto gentleman. (Bill Tilden)

Un fascino immortale a quanto pare che interesserà ancora intere generazione di coccodrilli!!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alessandra Cuscianna
No Comments

Leave a reply