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2 Apr

Andy Warhol: mostra a Roma a suon di pop (art)

Con il sole alle porte, la stagione primaverile e la ritrovata voglia di uscire anche il desiderio di arte, musica e spettacolo aumenta ed allora perché non regalarsi una mostra cool, fresca, divertente e tanto moderna?

Presso le sale del Vittoriano a Roma il genio di Andy Warhol vi aspetta fino al 5 Maggio con ben 170 opere per festeggiare i 90 anni dalla nascita di un artista che, di sicuro, con le sue intuizioni ha lasciato un segno indelebile nella storia dell’arte di tutti i tempi.

Attraverso le sue opere ripercorrerete le tappe fondamentali della sua carriera, gli sviluppi, le sperimentazioni ed il connubio artistico con il mondo della moda e della musica di un artista riconosciuto geniale già in vita.

Nato da due emigrati slovacchi di umili origini, Warhol evidenziò subito uno spiccato talento per il mondo della creatività e della pubblicità e dopo la laurea presso la Carnegie Mellon University nel 1949 fu il trasferimento nella “Grande Mela” ad aprirgli le porte del successo con una serie di offerte e di possibilità che diedero al giovane artista la possibilità di sviluppare il suo estro a 360 gradi.

Convinto da sempre che l’arte dovesse essere “consumata” come un qualsiasi altro prodotto commerciale Andy Warhol diventò famoso anche per aver messo su tela la lattina di fagioli di una marca molto nota in quegli anni in America, che lui gustava ogni sera a cena con sua mamma.

Zuppe Campbell

I prodotti di massa rappresentavano per lui una espressione della democrazia sociale perché azzeravano le differenze tra ceti ed annullavano il concetto di ricchezza e povertà. La sua adorata zuppa di fagioli come una lattina di Coca Cola e tanti altri prodotti potevano essere acquistati indifferentemente da un sovrano come da un operaio e questa era una ealtà che nessuno avrebbe potuto né smentire, né cambiare.

Grandissimo fan della Polaroid non girava mai senza e molte delle sue opere più celebri nascono proprio da fotografie scattate a grandi miti della musica, della moda , del cinema. I VIP del tempo facevano a gara per farsi immortalare da Warhol e riuscire in questa impresa consolidava notevolmente il loro successo. Onore avuto anche da un giovanissimo Armani ( che nel suo ufficio conserva ancora un’opera dell’eccentrico artista) e da Valentino.

Armani ritratto da Andy Warhol

Di sicuro Andy Warhol viene ricordato per il lustro donato all’arte della serigrafia che partendo da semplici foto riportate attraverso una tecnica ben precisa su tela gli permisero di ottenere le opere che , sicuramente, hanno poi caratterizzato e reso unica tutta la sua produzione pop.

Celebri le ripetizioni a colori sgargianti con il volto di Marilyn Monroe ma anche Mao Tze Tung, Liz Taylor e tanti altri.

Anche il legame con la musica fu forte e molte opere presenti alla mostra sono testimonianza del legame stretto che Wharol ebbe soprattutto con Mick Jagger spesso da lui ritratto oltre al contributo dato per le copertine di album  molto famosi dei Pink Floyd

          

La mostra si caratterizza per il numero delle opere ed anche per la varietà, non solo quindi serigrafie e tele ma anche disegni ed esperimenti fino all’oggettistica ed ad un pezzo storico appartenuto all’artista e questo per entrare ancora più profondamente nelle sue giornate.

In esposizione anche il computer usato come strumento di lavoro da Andy Warhol che il 23 Luglio del 1985 fece da testimone proprio al lancio del nuovo modello di Commodore: Amiga 1000.

Commodore Amiga 1000 di Andy Warhol

Nonostante la sua dichiarata omosessualità Andy Warhol fu sempre molto legato alla Chiesa e non solo fu un fervente cattolico ma fu anche praticante. Ogni giorno si recava presso la San Vincenzo Ferrer a Manatthan e seguiva la messa pur non facendo la Confessione né tantomeno la Comunione.

I suoi famigliari resero nota solo successivamente questa vicinanza alla religione della quale Warhol non parlava apertamente ritenendola un aspetto particolarmente intimo della sua vita privata.

Questo suo stretto legame è testimoniato anche dall’entusiasmo e dall’orgoglio che l’artista newyorkese manifestò nel pagare le spese per gli studi da sacerdote del nipote.

Di sicuro Andy aveva 10 marce in più rispetto a tutto quello che faceva, dalla pubblicità, all’arte, ai cortometraggi. Sembrava che tutto ciò che toccasse  si trasformasse in oro. Fu lui stesso ad affermare :

«Alcune aziende erano recentemente interessate all’acquisto della mia aura. Non volevano i miei prodotti. Continuavano a dirmi: “Vogliamo la tua aura”. Non sono mai riuscito a capire cosa volessero. Ma sarebbero stati disposti a pagare un mucchio di soldi per averla. Ho pensato allora che se qualcuno era disposto a pagarla tanto, avrei dovuto provare ad immaginarmi che cosa fosse”! ( Andy Warhol)

L’artista fondò anche diverse “Factory”  ossia laboratori ad ingresso libero in cui artisti di tutto il mondo ed ogni genere e settore si incontravano per confrontarsi, per conoscersi, per ampliare i loro orizzonti, i loro sogni le loro opportunità.

Non tutti sanno che, purtroppo, il padre della Pop Art morì in modo piuttosto banale ed infelice nel 1987 all’ età di soli 58 anni , nel pieno del successo, in seguito ad una infezione contratta durante una operazione alla cistifellea. Lo stesso Warhol non avrebbe mai pensato di morire sotto i ferri e la sua agenda piena di appuntamenti per la settimana dopo lo comunica apertamente.

In seguito alla sua morte, la valutazione delle sue opere schizzò a tal punto che i suoi quadri, le sue sculture e le sue fotografie divennero seconde per valore solo a quelle di Picasso.

Nel 1990 i Velvet Underground pubblicarono un concept album dedicandogli una canzone: ” Songs for Drella”.

“Dal momento che non ho mai saputo cosa mi stava succedendo, adoravo leggere gli articoli dei giornali su di me” ( A.W)

 

 

 

Alessandra Cuscianna
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