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31 Ago

Lady D: la rosa d’Inghilterra!

Lady Diana la principessa del popolo

Ricordo quel 31 Agosto 1997 come fosse ieri.

Era l’ultimo giorno del mese più estivo dell’anno, in quel periodo stavo preparando l’esame di Diritto Costituzionale che avrei dato dopo circa 2 settimane, ero a letto, mia madre entra nella stanza e senza tanti giri di parole mi dice: “e’ morta Lady Diana”! Ancora imbambolata apprendo quella notizia che inizialmente è solo un soffio gelido ma non ancora un pugno nello stomaco. Mi alzo e tutte le televisioni della casa parlano di lei, della romantica Parigi, del suo compagno Dodi, del lussuoso Ritz , di una macchina di grossa cilindrata che sfreccia a velocità sostenuta nella notte e di quel maledetto tunnel…c’erano tutti gli ingredienti per un thriller perfetto ma purtroppo non si trattava di un film. Faccio colazione davanti a quelle immagini che avrei rivisto decine di volte in quei giorni e ciò che mi colpisce di più è il velo di malinconia che la principessa aveva sempre nello sguardo insieme a quel suo sorriso sempre troppo timido per scoppiare irruentemente quasi a non voler dare disturbo. Mi rendo conto che forse solo in quei giorni  ed in occasione dell’evento più tragico che ti possa capitare durante la vita: ossia la morte, io e con me il mondo intero abbiamo conosciuto finalmente Diana, non Lady D, non la moglie di Carlo, non la principessa triste ma Diana la bambina che sognava di diventare ballerina ma che non ha mai realizzato il suo sogno perchè troppo alta ( 178 cm), la ragazzina che a 6 anni era stata abbandonata dalla mamma ( andata a vivere con un altro uomo) e che fino all’età di 9 anni aveva studiato in casa con un tutor per poi non brillare particolarmente quando era al liceo e cambiare anche due o tre scuole,  l’adolescente goffa che a 19 anni durante una battuta di caccia aveva incontrato il principe Carlo, che al tempo frequentava sua sorella Sarah, la giovane donna cresciuta troppo in fretta che solo 1 anno dopo, ad appena 20 anni,  infagottata in un abito meringa che imprigionava il suo corpo così come quel matrimonio avrebbe imprigionato la sua anima, sfilava davanti agli occhi del mondo che troppo abbagliato dai flash dell’apparenza e della vuota mondanità non si era mai sforzato di vedere in lei quello che era: una ragazzina di 20 anni spaventata da quel passo e dalle conseguenze che avrebbe avuto quell'”etichetta” stampata sul suo cuore. Le immagini si susseguono ed i particolari della sua vita vengono scandagliati minuziosamente a dimostrare che purtroppo per alcune persone cominci a vivere proprio nel momento in cui muori. Con il telecomando passo da un canale all’altro ed ogni trasmissione mi regala qualche particolare in più, comincio ad appassionarmi alla sua vita quando Diana prende finalmente la decisione di cominciare a viverla ed attraverso mille foto vedo quello che fino al giorno prima era stato un brutto anatroccolo sottomesso alzare la testa e diventare uno splendido cigno il cui sguardo brilla fiero  lanciando una sfida al mondo per gridare che lei esiste anche  e soprattutto al di fuori dalle 4 mura della gabbia dorata di Buckingam Palace, delle regole del castello, dell’etichetta reale e del pensiero di “Sua Maestà the Queen).

Mi piace essere uno spirito libero. A molti questo non piace ma questo è ciò che sono- Lady Diana

La sua rinascita è totale, il suo pensiero e la sua volontà si impongono sui doveri di corte,  il potere che lei fino a quel momento aveva subito tanto da esserne schiacciata diventa invece l’arma più potente nelle sue mani che lo usano abilmente e sempre più consapevolmente per fare del bene al mondo ed arrivare dove un comune mortale non può osare perchè certe porte le aprono solo i re e le regine e lei  lo sa: a lotta contro le mine anti uomo, l’incontro con Papa Giovanni II, la solidarietà ai malati di Aids, l’amicizia sincera e profonda con Madre Teresa di Calcutta che per uno strano scherzo del destino morirà pochi giorni prima di lei.

La sua ribellione passa anche attraverso la moda e così buttati via i timorati abiti pastello e pastellati imposti dalla corte che con il loro vecchiume  la appesantivano di 50 anni la principessa scopre che lì fuori ci sono stilisti pronti a fare gara per vestire di femminilità  un corpo splendido  mettendo in risalto la sensualità del suo carattere.

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L’intervista in cui di fronte al mondo, nuda come non mai, parla, da donna ferita e con sguardo violentato, dei tradimenti di Carlo scioccando l’intero pianeta quando attraverso le sue parole lo porta nella sua camera da  letto:  una camera vuota di amore ma piena di lacrime, proprio quella intervista la consacra regina, innanzitutto regina della sua vita e poi finalmente regina del popolo portando a compimento proprio le parole che lei stessa aveva pronunciato esprimendo un suo desiderio :

Mi piacerebbe essere regina nei cuori delle persone, ma non mi vedo come regina di questa nazione- Lady Diana

 

Il mondo capisce quel giorno che mentre nelle favole le principesse sono sempre felici ed innamorate nella vita una principessa può soffrire di depressione, di bulimia e tentare il suicidio.

Diana è morta all’età di 36 anni ed io che oggi sono di poco più grande di lei mi rendo conto solo ora di quante vite ha vissuto questa giovane donna e del fatto che le ricchezze più importanti sono state le sue opere di volontariato, l’amore nei confronti degli adorati figli rispetto ai quali si è battuta perchè vivessero un’infanzia normale lontani dalla campana di cristallo,  la lotta per rimanere una persona e non trasformarsi in un personaggio arrivando addirittura a lavorare come cameriera, baby sitter o aiutare una amica a gestire un asilo tutti diamanti di umanità che brillando hanno impreziosito il suo cuore a dispetto di una “corona di spine”.

Le scene del suo funerale, seppur da dietro lo schermo, mi hanno mostrato un popolo composto non da freddi aristocratici che sono tenuti ad essere presenti in chiesa , ma di gente vera arrivata da ogni angolo del Paese che quel giorno era in lacrime perchè aveva perso una figlia, un’amica, un amore e che rendeva l’ultimo saluto ad una di loro, distrutto dal dolore seppur consapevole che da quel giorno in poi  la Rosa D’Inghilterra non sarebbe mai più sfiorita e che il suo profumo sarebbe rimasto nel cuore della nazione!

Addio Rosa d’Inghilterra

Addio, Rosa d’Inghilterra; Tu possa per sempre crescere nei nostri cuori.
Eri la grazia che si posava proprio lì dove le vite venivano strappate.
parlavi forte al nostro paese e sussurravi dolcemente a chi soffriva.
Ora appartieni al Paradiso, e le stelle scandiscono il tuo nome.

E mi sembra che tu abbia vissuto la tua vita come una candela nel vento:
Non svanendo mai con il tramonto, sotto la pioggia.
Ed i tuoi passi cadranno per sempre qui, lungo le più verdi colline inglesi;
La tua candela si è spenta prima di quanto farà mai la tua leggenda.

Abbiamo perso l’amore; questo giorni sono vuoti senza il tuo sorriso.
Porteremo per sempre questa torcia, per la nostra bimba d’oro.
Anche se proviamo a resistere, la verità ci conduce alle lacrime;
Tutte le nostre parole non possono esprimere la gioia che ci hai portato attraverso gli anni.

E mi sembra che tu abbia vissuto la tua vita come una candela nel vento:
Non svanendo mai con il tramonto, sotto la pioggia.
Ed i tuoi passi cadranno per sempre qui, lungo le più verdi colline inglesi;
La tua candela si è spenta prima di quanto farà mai la tua leggenda.

Addio, Rosa d’Inghilterra; Tu possa per sempre crescere nei nostri cuori.
Eri la grazia che si posava proprio lì dove le vite venivano strappate.

Addio, Rosa d’Inghilterra, da un paese perso senza la tua anima,
A cui mancheranno le tue ali di compassione, più di quanto potrai mai sapere.

E mi sembra che tu abbia vissuto la tua vita come una candela nel vento:
Non svanendo mai con il tramonto, sotto la pioggia.
Ed i tuoi passi cadranno per sempre qui, lungo le più verdi colline inglesi;
La tua candela si è spenta prima di quanto farà mai la tua leggenda.

Alessandra Cuscianna
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