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15 Set

Bebe Vio è oro a Rio2016: “La vita è proprio una figata!”

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Oggi vogliamo raccontarvi una favola, ma una favola di quelle moderne dei giorni nostri, quindi dimenticatevi streghe, principesse, nanetti e dopo aver indossato un bel paio di scarpe da ginnastica salite con noi in pedana.

L’eroina della nostra storia si chiama Beatrice Vio , è veneta, come le principesse è bionda con gli occhi azzurri ma rispetto a loro ha qualcosa di più: è una guerriera e ieri sera davanti agli occhi del mondo ha vinto la medaglia d’oro nel fioretto B a Rio battendo in finale la cinese Jingjing Zhou con il punteggio di 15-7.
Bebe ha solo 19 anni ma una maturità che la distingue dalla maggior parte delle sue coetanee.  L’energia che mette in quello che fa e la forza di volontà di una leonessa l’hanno portata a conquistare a Rio con determinazione e grinta il suo primo oro nelle Paralimpiadi.

Sentirla parlare della sua disabilità è davvero disarmante : “La sera, prima di andare a dormire, metto in carica il cellulare, l’iPad , il Mac e… le mani”.

Bebe Vio è ironica, genuina, fresca come la sua età e diretta. Come  lei stessa dice: “Posso fare tutto quello che voglio!”. Non ci sono limiti alla forza di volontà, alla passione, al divertimento,  i limiti sono solo nella nostra testa. Questo è l’insegnamento più grande che Bebe ci regala quando ci parla della sua vita, quando nel tempo libero si reca nelle scuole per parlare con i ragazzi, per dar loro coraggio, per dimostrare che quando hai un cuore che batte nel tuo petto e che ti spinge a non arrenderti mai allora puoi davvero raggiungere ed acchiappare tutti i tuoi sogni anche se non hai le mani!!

A seguito di una meningite acuta, nel 2008 quando aveva solo 11 anni le sono stati amputati gli avambracci e le gambe, sotto le ginocchia. Una prova che sarebbe stata dura per tutti ma che per una ragazza della sua età con la vita da sfidare e da rincorrere  ha avuto il gusto amaro di una inaccettabile ingiustizia. Eppure è proprio nel periodo più buio della sua vita che il fiore del miracolo è germogliato. I suoi 104 giorni in ospedale, la sua storia, il suo amore per la scherma Bebe li ha voluti raccontare e condividere nel suo libro ‘Mi hanno regalato un sogno. La scherma, lo spritz e le Paralimpiadi’.

Pensate che lei avrebbe voluto intitolarlo: “Ragazza fortunata” prendendo spunto dalla canzone preferita del suo idolo ( Lorenzo Cherubini) ma alla fine le hanno richiesto una frase sua anche se lei , comunque, ha finito per richiamare un’altra canzone ricevendo tuttavia dallo stesso Jovanotti quello che per lei è stato un grosso regalo: la prefazione del suo libro.

Ed è proprio nella prefazione che Jovanotti scrive “ Bebe ci costringe ad essere migliori”!

La sua costante positività mette a nudo i nostri limiti. Ci schiaccia sulle nostre lamentale, sulle normali difficoltà quotidiane. Se qualcuno scala una montagna senza gambe, lamentarsi di una cunetta sembra davvero fuori luogo.

Il libro è uscito nel 2015  ma a distanza di un anno Bebe con il suo sudore, la sua grinta, allenamento, dedizione ed amore per lo sport è riuscita finalmente a trasformare  il suo sogno in una magica realtà.

Nonostante sia una sportiva molto forte Beatrice, nella vita di tutti i giorni,  è e rimane prima di tutto una bellissima adolescente che ama truccarsi e che per le serate da sballo non può rinunciare a delle fantastiche protesi con tacco. Cosa c’è di tanto strano?

Adesso (diciamo noi) come si fa a non amare una persona che ha fatto della sua malattia il suo punto di forza tanto da ridere, scherzare e vivere non prendendosi mai troppo sul serio e non piangendosi addosso a differenza della maggior parte delle ragazze che vivono lamentandosi perennemente pur possedendo tutto? E’ praticamente impossibile non farsi rapire e conquistare dal fascino del sorriso di chi la vita la stava  perdendo e pur di tenersela stretta l’ha barattata con una paio di braccia e di gambe…ma il cuore quello no, a Bebe non l’hanno portato via!

Dopo i giorni in ospedale ho capito quanto fosse importante per me lo sport. Quando sei in pedana non hai nessuno che ti aiuta, sei lì da solo, devi ingegnarti per fare le cose.

Chiudiamo questo articolo consigliandovi questa bellissima intervista della protagonista rilasciata per il canale televisivo del Comitato Italiano Paralimpico prima dell’inizio delle Paralimpiadi di Rio 2016.

Buona visione e proprio come Bebe insegna imparate anche voi a tirare di scherma per contrastare le stoccate della vita!!

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