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11 Apr

Sakura: una poesia di petali al gusto di ciliegia

karl fredrickson 22

” Voglio fare con te quello che la primavera fa con i ciliegi” (Pablo Neruda)

Ogni volta che il mio sguardo si posa su queste meravigliose parole tratte da una delle poesie più belle di Neruda, se pur fosse possibile trovarne di meno belle, la prima immagine che raggiunge il mio cuore è quello della Primavera, rappresentata dal corpo di una donna vestita di mille fiori, che abbraccia un albero di ciliegio e lo bacia con intensa delicatezza mentre qualche petalo si stacca dai rami e danzando con il vento raggiunge terra. La stessa serenità che mi ha sempre trasmesso questa romantica fotografia animata la provo ogni qual volta con il naso all’insù osservo la bellezza soave e mai invadente degli alberi di ciliegio che insieme a quelli di mandorlo rappresentano durante la stagione primaverile uno dei regali più affascinanti che la natura ci dona. Ed è proprio al ciliegio che oggi dedichiamo la nostra attenzione portandovi a scoprire leggende,  storia e tradizione di uno dei fiori più importanti  e significativi della cultura orientale e nello specifico giapponese. Quello di ciliegio, infatti, pur non essendo il fiore nazionale del Sol Levante, rappresentato dal crisantemo è , comunque, per il popolo giapponese un fiore di grandissima rilevanza, simbolo di valori importanti, di buon auspicio e di rinascita. Il nome giapponese del fiore è Sakura.

photo by Alisa Anton

photo by Alisa Anton

In Giappone esistono diverse varietà di ciliegi che fioriscono tra Gennaio ed Aprile ma quello a cui si fa in genere riferimento è il Somey Yoshino caratterizzato da 5 petali ed a questo riguardo non possiamo non notare che il numero 5 in terra nipponica è un numero emblematico perché richiama nel Buddhismo la divisione dei 5 punti cardinali e se ciò non bastasse ricordiamo che il dio del fuoco secondo la cosmogonia giapponese era diviso proprio in 5 parti.

Quando si parla di Sakura il primo pensiero vola senza dubbio a quei viali meravigliosi tinti di rosa che tutti noi hanno visto in qualche documentario in tv o su qualche magazine ma che  solo pochi fortunati  hanno avuto il privilegio di ammirare dal vivo. Aprile, mese in cui la Primavera esplode e ci mostra tutto il suo splendore  è proprio il mese in cui il ciliegio fiorisce. Quello che molti non sanno è che questa  fioritura in Giappone viene celebrata ogni anno e proprio nel mese di Aprile con una festa alla quale i giapponesi sono molto affezionati, una ricorrenza che rappresenta ormai per loro quasi un rito propiziatorio e che si svolge  all’aperto nei prati e nei parchi nipponici. Stiamo parlando dell’Hanami,  termine che in giapponese significa proprio: “osservare i fiori”.

photo by Karl Fredrickson

photo by Karl Fredrickson

A questo punto vi sveliamo una piccola curiosità: inizialmente durante l’Hanami si contemplavano i fiori di prugno oggi sostituiti completamente dai ciliegi che con la loro delicata bellezza hanno conquistato il cuore del popolo. La parola Hanami fa riferimento ai fiori in generale ma tutti sanno in Giappone che quando si parla di Hanami il  fiore protagonista indiscusso è il Sakura. Ma vediamo quali sono le origini di questa celebrazione e come si svolge ancora oggi.

L’Hanami risale ad alcuni secoli fa ed inizialmente era una festa riservata solo a persone appartenenti alla nobiltà, ai samurai ed ai poeti o, comunque, a persone molto colte ed a famosi intellettuali. Fu l’imperatore Saga ad introdurla organizzando danze e feste sotto gli alberi dei ciliegi che si trovavano nel giardino imperiale a Kyoto. In un secondo tempo le celebrazioni furono aperte a tutti ed ancora oggi durante l’Hanami i giapponesi ed in particolare le giovani coppie innamorate, durante le due settimane di fioritura dei ciliegi si ritrovano nei parchi a fare pic nic ed a  mangiare sotto una cascata di petali rosa dopo aver steso a terra una coperta azzurra di plastica per raccogliere i fiori. L’atmosfera che questa pioggia di petali crea è molto suggestiva e particolarmente romantica. I Sakura che dolcemente raggiungono il suolo ricordano a tutti la caducità della vita:  così come il fiore di ciliegio dopo essere sbocciato ha una vita molto breve, anche l’uomo nasce, vive ed alla fine si spegne ricongiungendosi al suolo dal quale proviene. Questo però non deve spingerci a pensare che l’Hanami sia una ricorrenza vissuta con tristezza e malinconia tutt’altro. Con l’Hanami si festeggia il risveglio della natura, l’esplosione della sua forza rigenerante, la brillantezza dei suoi colori e la soavità dei suoi profumi, un vero e proprio inno gioioso alla bellezza della vita. E’ anche importante ricordare che Aprile è il mese in cui terminano le scuole, molti ragazzi entrano all’università o nel mondo del lavoro e farlo in questo periodo è considerato sicuramente un ottimo auspicio ed un segno molto positivo. Infine per chiudere in bellezza questo piccolo spazio che abbiamo voluto riservare ai bellissimi fiori di ciliegio  non possiamo non parlarvi del legame tra i Sakura ed i famosi Samurai, legame che noi abbiamo scoperto con  sorpresa ed anche piacere. La figura del samurai in Giappone è sempre stata considerata di  tutto rilievo e fonte di ammirazione e di grande rispetto. Il Bushido ossia l’insieme delle regole di  condotta o più semplicemente  lo stile di vita dei samurai rispecchia molto da vicino le caratteristiche del Sakura. Così come il fiore, il nobile guerriero deve essere puro nei suoi valori e nella sua morale, deve possedere coraggio, avere consapevolezza del proprio destino e della sua importante missione che consiste nella difesa della patria e  del popolo e così come il fiore  si stacca dall’albero per cadere a terra  anche il samurai deve essere pronto ad abbandonare la materialità di questo mondo effimero in nome di principi che odorano di immortalità. Per lui la morte non è qualcosa di buio e terribile ma un innalzarsi  ed un rinascere a vita eterna grazie al sacrificio fatto per proteggere la vita del Paese. La perfezione dei 5 petali del Sakura deve essere presa di esempio dal guerriero che a questa perfezione deve ispirarsi nei momenti più difficili del suo cammino di uomo e di soldato. Un’affascinante leggenda vuole che il colore dei petali del ciliegio fosse inizialmente neutro ma che questi divennero rosa in seguito all’ordine da parte di un imperatore di far seppellire i nobili guerrieri sotto gli alberi di ciliegio che ne avrebbero assorbito, dunque, il sangue.

E sempre rimanendo in ambito militare a sottolineare la grande considerazione di cui i Sakura godevano e godono tutt’oggi bisognerà anche ricordare che questi alberi ed i loro fiori erano particolarmente cari anche ai Kamikaze che proprio come i Sakura sfiorivano prematuramente per salvare il Giappone dal fuoco nemico. Persino sulle bombe Ohka usate dai giapponesi nella Seconda Guerra Mondiale durante l’attacco alle navi americane compariva il simbolo del fiore del ciliegio.

A ricordo di questo importante e nobile legame è divenuta celebre la cosiddetta “Canzone dei fiori di uno stesso ciliegio”:

Tu e io, fiori di uno stesso ciliegio,
sbocciamo nel cortile dello stesso corpo di aviazione.
Così come sbocciamo alla stessa data,
dovremmo cadere nello stesso giorno.
Siamo destinati a sfiorire con coraggio e insieme
per difendere il nostro paese.”

da Ero un kamikaze di Nagatsuka Ryuji

Per noi qui in Occidente di sicuro questa pianta è considerata diversamente seppur godendo di pieno rispetto. Ciò tuttavia non toglie a nessuno di poter magari sognare di passeggiare un giorno sotto una cascata di petali rosa ed una pioggia di amore.

Noi siamo già pronte…e voi??

 

Alessandra Cuscianna
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