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12 Mag

Nike: storia e curiosità del baffo più famoso d’America!

Ammettiamolo: non esiste persona su tutto il pianeta Terra che al giorno d’oggi non conosce la Nike e soprattutto il suo famoso logo ossia il baffo come lo chiamiamo noi in Italia o per essere più cool lo “swoosh” in inglese anche se, chiariamo subito che, il termine inglese significa sibilo o fruscio del vento ( misteri del marketing e della comunicazione). Il nostro articolo di oggi, pertanto, non è finalizzato, di certo,  a presentarvi una delle aziende americane che insieme alla Coca Cola vanta una fama e numeri senza precedenti ma piuttosto a farvi scoprire qualche curiosità in più che vi farà in alcuni casi sorridere, in altri riflettere e perchè no in altri casi  ancora, magari, esservi di ispirazione ma che di sicuro non vi lascerà indifferenti.

Pronti per scoprire gli aneddoti più interessanti di questo colosso dello sport?

ORIGINI

La Nike (in realtà la pronuncia corretta è Naiki) nasce formalmente il 25 Gennaio 1967 grazie all’intraprendenza di Phil Knight, al tempo studente di economia, e Bill Bowerman allora allenatore della Oregon University. Per essere precisi la vera origine risale a qualche anno prima, 1962, quando Knight in seguito ad una ricerca di mercato scopre le potenzialità dell’importazione nel mercato americano di scarpe sportive giapponesi particolarmente evolute per prestazioni e materiali. I due con un investimento iniziale di circa 500 $ a testa fondano la Brs, Blue Ribbon Sports che avvia attraverso la distribuzione il commercio di scarpe sportive, soprattutto da atletica,  che in Giappone sono prodotte da Onitsuka Tiger la stessa azienda che oggi conosciamo con il nome di ASICS. Il successo immediato sul mercato americano spinge i due imprenditori ad avviare ben presto una produzione propria ed eccoci arrivati alla storia di oggi.

IL NOME

Inizialmente il nome scelto doveva essere Dimension 6. Fu Jeff Johnson uno dei 45 dipendenti del tempo a proporre il nome attuale ispirandosi alla Nike di Samotracia che nella mitologia greca era la dea che simboleggiava la vittoria. Oggi possiamo dire che di sicuro il nome è stato di buon auspicio e non ha deluso le aspettative.

LA PRIMA SCARPA

Quello che leggerete di seguito è davvero simpatico: si può dire che la prima scarpa Nike è nata grazie ad un tostapane per waffle. La moglie di Bowerman un giorno presentò a colazione proprio i waffle che fecero pensare subito alla struttura da dare alla prima suola per runners , suola che se volete vedere potete trovare oggi esposta presso il “Museum of Natural and Cultural History” dell’università dell’Oregon.

logo nikeIL LOGO

Nel 1971 nasce il logo Nike, il famoso baffo, come lo chiamiamo noi italiani, che oggi ha un valore inestimabile. La sua creazione si deve a Carolyn Davidson, studentessa di grafica alla Portland State University che un giorno viene contattata da un suo professore: Philip Knight ( si proprio lui lo studente di economia) che le propone di creare un logo per una nuova linea di scarpe che sarebbe stata lanciata di lì a poco . La Davidson accetta di lavorare per 2 ore all’ora ed alla fine presenta diverse proposte tra le quali i fondatori sceglieranno il famoso swoosh. Ciò che sicuramente è curioso sapere è , innanzitutto, che la stessa autrice non era particolarmente soddisfatta del suo lavoro e che la realizzazione del logo costò agli imprenditori solo 35 dollari e se pensate che oggi quel logo ha un valore non più calcolabile capirete che di sicuro Knight e Bowerman fecero un buon affare. Ad onor del vero, però, se qualcuno ora starà pensando alla Davidson ed a quel che avrà pensato del suo logo costato così poco è giusto anche riportare che circa dieci anni dopo Knight la ricontattò per regalarle un anello d’oro col simbolo dello swoosh e diverse azioni della Nike.

IL SIGNIFICATO

Il logo dell’azienda statunitense non è altro se non la versione stilizzata della Nike di Samotracia mentre altre fonti preferiscono pensare che, in senso stretto, il logo rappresenti solo un’ala della dea. La curva fa subito pensare al movimento ed al dinamismo ed il fatto che l’ala non si chiude simbolicamente ha due significati: da una parte simboleggia un  percorso infinito che tende ad andare sempre avanti ed a questo significato si ricollega quindi quello di una mentalità open , aperta tipica delle aziende che non si fermano mai e che sfidano continuamente i propri limiti.

IL SUCCESSO E L’ ESPANSIONE

Negli anni “70 inizia l’espansione all’estero e tramite diversi contratti di licenza Nike arriva in Australia, Taiwan e Corea. Con la fama arrivano anche i primi testimonial importanti. Il primo nome celebre sarà nel 1978 quello del tennista John Mc Enroe al quale ne sono seguiti molti altri da Carl Lewis ad Alberto Salazar vincitore della maratona di New York.

IL MOTTO

E’ stata proprio la Nike a svelare come è nato uno dei motti più fortunati della storia del marketing , così famoso ed incisivo da diventare esso stesso un marchio registrato. Mai sentito : “Just do it” ( fallo e basta) . Il motto nasce nel 1988 dalla fantasia di Dan Wieden , uno dei pubblicitari più famosi degli USA, che tuttavia, si limitò a cambiare leggermente la frase “Let’s do it” (avanti, facciamolo) pronunciata davanti al plotone di esecuzione ( aveva scelto la fucilazione) da Gary Gilmord, un pluriomicida condannato, appunto, a morte nel 1977. Wieden trovava quella frase non solo geniale ma perfettamente in linea con lo spirito aziendale. Wieden ha raccontato:

“Per me era fantastico, perché le parole di Gilmore erano quelle di un uomo che sa che sta per perdere la propria sfida, ma è pronto ad accettarla”

I dirigenti Nike all’inizio rimasero molto perplessi ma alla fine accettarono ed il tempo ha sicuramente dato ragione alla brillante intuizione di Wieden.

UOMO SIMBOLO

Michael Jordan uno dei più grandi campioni  NBA  di tutti i tempi è sicuramente l’uomo simbolo dell’azienda che a lui ha dedicato una linea specifica la “Air Jordan” in parte gestita dallo stesso giocatore. Nata come marchio di sole scarpe ha avuto un successo tale da far pensare alla Nike di estendere la produzione anche a magliette, felpe, tute che in breve tempo sono diventati i capi di abbigliamento preferiti da molti teenagers in tutto il mondo. Oggi Michael Jordan fattura 60 milioni di dollari in diritti all’anno…chiamalo stupido!

IL FLAGSHIP STORE

Il negozio più grande di Nike non si trova in America. Vi stupiamo e vi sveliamo la sua sede: Londra e precisamente Oxford Street. E’ questo lo store più grande del mondo , costato all’azienda ben 10,5 milioni di dollari

BEATLES

State leggendo bene: i Beatles, si proprio loro, il mitico gruppo di Liverpool. Ok , la vostra domanda è lecita: ” cosa c’entrano i Beatles con la Nike”?  A quanto pare la pubblicità della NIKE AIR MAX è stata musicata proprio da loro nel 1987.

OLIMPIADI DI RIO 2016

Nike è partner ufficiale.

pallone nike

FATTURATO

Come abbiamo visto l’azienda è stata fondata con un investimento iniziale di 1000 dollari. Per il 2017 la sfida che Nike ha lanciato a se stessa è quella di raggiungere i 26, 5 miliardi di euro di fatturato. Sono lontani i primi tempi in cui si guadagnavano 8/10.000 dollari oramai le cifre volano proprio come i campioni che spesso il colosso della sports wear veste.

COMPETITOR

Il rivale diretto sul mercato è Adidas ma siamo sicuri sin d’ora che ogni competizione tra i due giganti sarà “giocata” seguendo il “Fair Play” più impeccabile.

Ed a questo punto : ” Don’t sweat my swag” ( non essere geloso del mio stile)

“Everything you need is already inside”  ( tutto ciò di cui hai bisogno è già dentro di te”)

“Yesterday you said tomorrow” ( ieri hai detto domani)

Scegli il tuo mantra preferito e forza: parti , corri, vola, sogna ma please: JUST DO IT!!!

 

nike salto

 

 

 

 

Alessandra Cuscianna
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