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4 Nov

Lucrezia Borgia: luci ed ombre sulla sua figura

Lucrezia Borgia rappresenta sicuramente una delle figure più affascinanti e, nello stesso tempo inquietanti, del Rinascimento.

Spesso al centro di giochi di potere, intrighi di corte e strategie segrete poste in essere dalla sua ingombrante famiglia d’origine, i Borgia,  viene sovente descritta come una donna molto maliziosa, o per meglio dire, incline ai piaceri carnali, libera da qualsiasi pudore tipico del tempo e nello stesso tempo spietata, calcolatrice ed assettata di potere come suo padre, Papa Alessandro VI  e suo fratello Cesare, conosciuto anche come il Valentino.

In realtà uno studio più attento della sua figura porta invece a rivalutare Lucrezia che, sotto molti punti di vista, per la sua bellezza, intelligenza e cultura fu spesso usata dai suoi più stretti famigliari come merce di scambio o, comunque, pedina per ottenere alleanze prestigiose attraverso i suoi matrimoni ed il legame con le famiglie più prestigiose e potenti dell’epoca.

La vera colpa che le si può imputare, se di colpa vogliamo parlare,  è, senz’altro, quella di essere stata una donna troppo avanti per il suo tempo in grado di suscitare per il suo innegabile fascino la gelosia delle cortigiane del tempo e sedurre gli uomini con la sua testa e grande intelligenza oltre che con il suo corpo molto attraente, il suo viso angelico ed i suoi biondi capelli d’angelo.

Anche se la sua vita è stata piuttosto breve, con una morte sopraggiunta a 39 anni per le complicazioni di un parto, purtroppo sarà impossibile per noi in questa sede riassumerla con dovizia di particolari perchè Lucrezia Borgia, di sicuro, ha vissuto molto intensamente. Tante furono le situazioni, anche molto pericolose,  che si trovò a gestire e tanti gli incontri e le relazioni che scossero la sua esistenza.

Vi sveleremo, tuttavia, alcune curiosità per farvi avvicinare alla sua figura e farvela conoscere in modo più trasparente e veritiero, cercando di spazzare via le calunnie pesanti che spesso hanno infangato il suo nome e la sua memoria.

Lucrezia Borgia nacque il 18 Aprile 1480 a Subiaco, un paesino vicino Roma, dall’allora cardinale spagnolo Rodrigo Borgia  (il futuro Papa Alessandro VI) e da Vannozza Cattanei, una donna di origini lombarde che fu amante del Papa per più di 15 anni e che oltre a Lucrezia, unica femmina, partorì anche i suoi fratelli: Giovanni, Cesare e Goffredo. Va , comunque, specificato che , precedentemente ed a dispetto della sua funzione, il cardinale aveva avuto già altri figli e per tutta la vita non disdegnò mai la compagnia di belle donne;

ebbe fin da bambina un legame molto stretto, di strana complicità con suo padre e suo fratello  Cesare mentre poco legò con la mamma. A volte, questa dipendenza troppo stretta fu ferocemente criticata tanto da far parlare, nei casi più estremi, di rapporti incestuosi tra i tre, accuse, tuttavia, mai concretamente provate e decisamente più frutto di rancori e ritorsioni per torti subiti da parte dei potenti congiunti;

succube della sete di potere del padre, fu vittima della sua politica matrimoniale e fu mandata in sposa per la prima volta alla giovane età di 13. Lo sposo Giovanni Sforza, che aveva 27 anni, conobbe la giovane donna solo il giorno prima delle nozze. Dopo il banchetto ed i festeggiamenti nuziali gli fu, tuttavia, impedito, di condurre al talamo la sua giovane moglie. Papa Alessandro VI , infatti, impose di non consumare il matrimonio prima di cinque mesi.  Alcune fonti sostengono che il Papa prese questa decisione per preservare la figlia ancora troppo piccola mentre i più diffidenti credono che Rodrigo Borgia volle temporeggiare in vista di possibili nuove alleanze.

In effetti il matrimonio tra Lucrezia e Giovanni Sforza non andò bene proprio per ingerenza dell’ingombrante suocero che aveva mire ben più elevate ed era pronto a dare in sposa sua figlia all’erede di un’altra nobile famiglia. Per ottenere l’annullamento del matrimonio Alessandro VI affermò che il matrimonio non fosse valido perchè non consumato ed a tal riguardo tacciò di impotenza l’ex genero che per vendicarsi mise in giro le voci di una presunta relazione tra padre e figlia.

Il secondo marito di Lucrezia Borgia fu Alfonso di Aragona, duca di Bisceglie, del quale la giovane si innamorò a primo sguardo. D’altra parte la fama sulla sua bellezza lo precedeva tanto che in molti lo ritenevano «l’adolescente più bello che si sia mai visto a Roma».

In questo periodo, inoltre, pur odiando la politica Lucrezia iniziò ad imparare a muoversi per difendersi dagli intrighi in cui veniva coinvolta. Con Alfonso dopo un primo aborto Lucrezia avrà il suo primo figlio legittimo battezzato Rodrigo d’Aragona. In molti, infatti, sostengono che il piccolo Rodrigo non fu il primogenito della nobildonna. Prima dell’annullamento delle nozze con Giovanni Sforza, Lucrezia fu mandata presso il convento di San Sisto per far calmare le acque e le dicerie sul suo matrimonio saltato e fu proprio all’interno delle silenziose mura tra una preghiera, un rosario e giornate rigidamente scandite da orari tutt’altro che liberi che la giovane ragazza trovò conforto ed attrazione per le attenzioni rivoltole dal giovane spagnolo  Pedro Calderon (detto il Perotto), nunzio papale che visse con lei una storia segreta che, tuttavia,  non scongiurò una gravidanza assolutamente indesiderata. Inutile immaginare l’ira del Papa e di Cesare per l’affronto subito, affronto che  fu  pagato a caro prezzo da Perotto il cui corpo fu ritrovato poco tempo dopo nel Tevere  insieme a quello di Pentasilea, una delle dame di compagnia di Lucrezia accusata di aver coperto la coppia di amanti. Da questo rapporto proibito nacque un bambino sulla cui sorte mai nessuno ha saputo nulla di certo; per alcuni il neonato nacque morto mentre per altri corrispose con Giovanni Borgia ( infans romanus) battezzato da Alessandro VI come suo figlio ma accudito amorevolmente da Lucrezia per molti anni.

Anche il matrimonio con Alfonso D’Aragona naufragò, ancora una volta a causa della sua famiglia d’origine. Suo marito fu, infatti, ucciso dallo stesso Cesare che si giustificò dicendo di aver agito per legittima difesa. Lucrezia non  credendo a questa versione dei fatti si allontanò dal padre e fratello soffrendo in modo inconsolabile per la perdita dell’amato sposo.

L’ultimo dei suoi mariti fu Alfonso d’Este. Questo matrimonio  permise all’affascinante Borgia di entrare a far parte di uno dei casati più importanti di Italia. Il 30 Dicembre 1501 si svolsero le nozze, nonostante Alfonso D’Este non fosse entusiasta inizialmente di questa idea, la sua famiglia fu ammaliata dalla bellezza e dalla classe di Lucrezia mentre l’intera città di Ferrara accolse con gioia la nuova signora della città.

Dalla serie tv ” I Borgia”, l’attrice che interpreta Lucrezia

Il periodo presso la corte estense fu molto proficuo e Lucrezia non solo diede prova delle sue abilità governative sostituendo il marito quando questi era fuori ma favorendo incontri culturali ed offrendo protezione a molti intellettuali del tempo tra i quali ricordiamo Pietro Bembo ( con il quale probabilmente ebbe una relazione molto più che platonica), Ercole Strozzi, Ludovico Ariosto e tanti altri.

Non da ultimo possiamo dimenticare la relazione focosa e passionale che la giovane duchessa di Ferrara intrattenne con Francesco II di Gonzaga, suo amante per lunghi anni. Nonostante la relazione clandestina quello di Lucrezia con Alfonso D’Este fu un matrimonio molto prolifico. La sensuale duchessa  mise al mondo ben 7 figli anche se alcuni ebbero vita molto breve (da un mese a 2 anni) e fu proprio in seguito all’ultimo parto all’età di 39 anni che Lucrezia perse la vita. Ormai indebolita nel fisico per le tante gravidanze si ammalò subito dopo aver partorito Isabella D’Este e morì pochi giorni dopo. Anche la bimba non fu più fortunata e salì in cielo all’età di appena due anni.

Chiudiamo questa nostra cavalcata nella vita di Lucrezia Borgia smentendo un’altra bugia ossia quella della sua figura di avvelenatrice. Molto probabilmente questa accusa è legata unicamente ala figura che di lei si diede nella tragedia romantica di Victor Hugo e dunque le accuse di malvagità e perfidia sono legate più al personaggio di fantasia che non a quello storico. Certo è che l’appartenenza alla potente e temibile famiglia dei Borgia non le risparmiò maldicenze, critiche velenose, grandi lutti e dolori andando a gettare ombra nella vita e sulla fama di una delle donne più significative e potenti del suo tempo.

«Se non fu una santa non fu nemmeno un mostro. Se non si fosse chiamata Borgia, non avrebbe avuto bisogno né d’avvocati difensori, né di postume e tardive riabilitazioni».

 

 

Alessandra Cuscianna
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