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1 Apr

Week-end ad Antwerpen o…Anversa

Un weekend nel Belgio fiammingo.

L’estate pian piano si sta avvicinando e sicuramente molti di voi guardando fuori dalla finestra di casa o di ufficio e girovagando con i propri pensieri stanno già pensando alla meta delle prossime vacanze. Se non avete ancora deciso dove andare e cercate una città molto carina ma che esca dal solito circuito Londra, Parigi, Madrid allora siete capitati nel posto giusto: questo è l’articolo che fa per voi.

Indossate virtualmente scarpe comode e tanta curiosità e partite alla scoperta di Anversa: la seconda città più grande del Belgio dopo la capitale. Io ad Anversa ci sono arrivata partendo proprio dalla stazione centrale di Bruxelles. Il biglietto costa 7,40 euro  ed il viaggio dura circa 45 minuti che volano via in un soffio e che, se sarete fortunati con il meteo, vi regaleranno anche il piacere di ammirare il paesaggio fiammingo dal finestrino. Appena arrivati ad Anversa il benvenuto migliore che si possa ricevere ve lo darà proprio la stazione. Ebbene si, la stazione di Anversa è infatti considerata una delle più grandi e belle del mondo, un vero capolavoro di architettura che appena arrivati vi farà stare con il naso all’insù tanto da spingervi a  pensare di essere dentro un castello. La prima cosa che vi colpirà scendendo dal treno sarà il soffitto a volta costruito con un intreccio di vetro e ferro di suggestivo effetto, proseguendo vi ritroverete nella hall e di fronte a voi potrete ammirare nella sua imponenza lo scalone che la domina e caratterizza. Per realizzarlo furono usati ben 20 tipi di marmo diversi. La stazione così come la ammiriamo oggi fu commissionata nel 1895 da Leopoldo II detto il “Re Costruttore” non a caso. Un uomo che tra le sue proprietà personali possedeva l’intero Congo e che persino attraverso una stazione ha voluto manifestare le caratteristiche del suo regno che si distinse per sontuosità, lusso, monumentalità e cura rigorosa per i dettagli. Bene, usciti dalla stazione che fare? Cartina alla mappa dovrete trovare il vostro albergo e vi prego di non fare come me che l’ultima volta tra le mille corse ho dimenticato di stampare il percorso ed ho pagato la mia distrazione vagando per circa 40 minuti, deviata a destra e sinistra, prima di arrivare al mio hotel che dalla stazione di minuti ne distava solo 10 : no comment.

A questo riguardo seguitemi per bene: le nostre saranno soltanto indicazioni che ognuno sarà libero di seguire o meno. Spirito del blog sarà sempre quello di consigliare e non di imporre, sulla base di giretti che io e Sara avremo fatto prima di voi ed anche di errori che forse voi potrete evitare. Io ad Anversa ho soggiornato all’Ibis Budget Antwerpen City Central Station e di questo albergo posso dirvi, innanzitutto, che lo raggiungerete passando per Pelikan Straat , ( appena usciti dall’ingresso principale della stazione avrete davanti a voi una strada molto lunga ed alla vostra destra l’Astrid Park ebbene no, voi dovrete girare subito sulla sinistra, c’è uno Starbuck’s e non potete sbagliare dopodichè girerete alla prima a sinistra oppure considerate che lo stesso tragitto lo potrete compiere dall’interno della stazione stessa attraverso una galleria coperta e sicura che vi porterà proprio in una piazzetta vicino all’albergo. L’Ibis è una bella struttura, il personale di accoglienza è gentile e la cosa che più mi ha colpito, (naturalmente mi riferisco alla mia stanza), è stata la camera enorme con bagno altrettanto grande e chi conosce il Nord Europa sa che questa è davvero una cosa fuori dal comune. La stanza era pulita e cosa altrettanto importante, a terra c’era il parquet e non la moquette tipica dei loro alberghi che potrebbe dare fastidio a chi soffre di allergia. Per quanto riguarda i prezzi controllate sempre le offerte, io uso Booking perché mi trovo molto bene. La mia stanza è costata circa 70 euro ma considerate non solo che io ero sola ed avevo un matrimoniale, quindi in due è molto è più conveniente ma io stessa, girando su internet, mi sono resa conto che Anversa sotto il profilo hotels tende ad essere un pochino più costosa di Bruxelles…non chiedetemi il perché. In quanto alla posizione vi dico che io , in genere, quando viaggio tendo sempre a prenotare alberghi nel cuore pulsante delle città ma la stazione di Anversa dal centro dista circa 20 minuti, ( se per centro intendete la zona cattedrale) che però percorrerete visitando la RUIR, la strada dello shopping senza freni dove troverete i negozi più famosi. A questo riguardo vi do un’altra dritta: se avete voglia di spese pazze divertitevi fino a sabato perché di domenica non troverete aperto un negozio. Ci siamo capiti, vero? Ora che avete posato le valigie possiamo partire alla scoperta della città ed a questo punto è arrivato il momento di parlarvi dell’Anversa City Card una carta che potrete acquistare per 24, 48 o 72 ore e che vi darà accesso “ gratuito” ai principali musei di Anversa, ai mezzi di trasporto pubblico ed anche al giro della città sull’Hop On, il tipico bus rosso  senza tetto.  Il prezzo della Anversa City Card per 24 ore è di 27 euro e di 35 euro per 48 ore quindi prima di acquistarla cercate di capire se avrete il tempo sufficiente per sfruttarne tutti i benefici. Più musei visiterete, più il vostro affare sarà stato very good. La Card potrete comprarla in stazione, al FotoMuseum, ( museo della fotografia) oppure presso il Tourist Point che troverete nella Grot Markt.

Casa di Rubens - Anversa

Casa di Rubens – Anversa

Detto questo riprendiamo il nostro cammino che è ancora bello lungo e proseguendo con passo spedito arriviamo davanti alla casa di Rubens che rappresenta senza alcun dubbio uno dei nomi e volti più celebri del Belgio nonche padre dell’arte fiamminga. L’ingresso a casa Rubens costa euro 8,00 , ( compreso nell’Anversa Card), ed è gratuito il primo mercoledì di ogni mese. Se non mi sbaglio è anche previsto l’ingresso gratis ai ragazzi fino ai 19 anni…beata gioventù. Rubens acquistò questa casa  ( Rubenshuis) nel 1611 e c’è da dire che inizialmente la casa era molto più piccola ma col passar del tempo il noto pittore la ingrandì t, ( curandone anche lo sviluppo architettonico), tanto da ricavarne anche il suo studio ed un vero e proprio museo. Quando la visiterete capirete le mie parole perchè ad un certo punto avrete la netta impressione che il vostro giro sia finito ed invece…starà solo per cominciare!! In questa casa Rubens produsse alcune delle sue opere più celebri oltre ad ospitare sia gli apprendisti della sua bottega che i suoi nobili e ben ricchi clienti perché se c’è una cosa che ho capito in quelle stanze , ed i regali che troverete nella casa ve lo sveleranno subito, è che a differenza di molti suoi famosi colleghi Rubens non solo non conobbe mai la fame ma visse più che agiatamente in quella casa fino al 1640, anno della sua morte. Molti quadri di Rubens, primo fra tutti “la Deposizione dalla croce” e “l’Innalzamento dalla croce” li troverete anche dentro la imponente cattedrale a sette navate dedicata a “Nostra Signora” che con i suoi 123 metri domina la città e che rappresenta la chiesa gotica più grande non solo delle Fiandre ma di tutti i Paesi Bassi. Personalmente una volta dentro devo dire che a parte quadri molto famosi di scuola fiamminga ciò che più mi ha colpito sono state le vetrate colorate numerose quanto varie nelle rappresentazioni religiose. Prima di uscire dalla cattedrale e di portarvi con me nella regale piazza centrale ( Grote Mark) devo informarvi che per visitare il duomo dovete pagare un biglietto di euro 6,00. Tra un giro e l’altro si è fatto un po’ tardi e magari avrete fame ma non tutta questa voglia di fermarvi in un ristorante. Nessun problema anche perché a 50 metri dalla cattedrale dovete fare uno stop obbligatorio, secondo me e gustarvi le patatine fritte più buone della città da Frituur N.1. Anche in questo caso dipenderà dai vostri gusti ma il localino è carino, le ordini davanti ad un camioncino di quelli che da noi vende porchetta alle feste di paese, vengono servite in un cartone con una delle innumerevoli salse che si preferisce e poi si mangiano seduti in piccoli ma accoglienti localini. Alla fine con 2.50 euro, se non ricordo male, ti fai una mangiata di patatine che per 2 giorni basta ed avanza. Sono sicura che a qualcuno piacerà di più ed a qualcuno di meno ma almeno una tappa dovete farla. Per la cronaca vi dico che presso questo locale troverete , comunque, anche altri tipi di fritture, a voi la scelta. Ed eccoci arrivati finalmente nella famosa ed austera piazza Grote Mark (Mercato Grande), le cui origini risalgono al 500, circondata da bellissimi ed eleganti palazzi di tipica architettura fiamminga tra i quali spiccano il Municipio ed il palazzo delle antiche Corporazioni delle Arti e dei Mestieri. Io ho visitato questa piazza di pomeriggio, ricordo bene che il cielo era abbastanza grigio e che pioveva ma nonostante tutto sono rimasta affascinata della sua bellezza pulita e raffinata. La prima cosa che ho pensato è stato che sicuramente in una giornata di sole e con il cielo azzurro la sua eleganza avrebbe tolto il fiato ed è proprio per questo che, se possibile, vi consiglio di visitare Anversa tra Maggio e Settembre, mesi in cui le precipitazioni dovrebbero essere minori, il condizionale è di obbligo. Al centro della Grote Mark sorge la fontana di Brabo, il soldato romano immortalato mentre lancia una mano nel fiume. Bè io non posso dirvi proprio tutto quindi lascerò a voi il piacere di scoprire di chi era quella mano e perché ha preso il volo. Questa bella piazza è circondata da tanti ristorantini che con le loro luci calde vi accompagneranno per un tratto di strada come lucciole silenziose. Prima di indicarvi un ristorante delizioso per una cena indimenticabile voglio però suggerirvi altri due posti da visitare ed in questo caso mi rivolgo in particolar modo agli appassionati di due settori per un verso strettamente legati l’uno all’altro: moda e fotografia. Io personalmente ho visitato il Museo della Moda (MOMU) che per chi come me nutre questa passione è una tappa fissa e si trova in Nationalestraat.La visita al Museo è compresa nell’Anversa Card ricordatelo, io ,tuttavia, sono stata fortunata e quel giorno poiché era l’ultimo dell’esposizione temporanea mi hanno dato con piacevole sorpresa un biglietto free. Ho parlato di esposizioni temporanee perché ciò che caratteristica maggiormente questo museo oltre all’architettura in legno degli interni molto particolare è il fatto che pur vantando il MOMU una collezione moda permanente davvero ricca e non indifferente, ( che non esporre potrebbe essere considerato un grande spreco), il Museo vive di due esposizioni all’anno, ognuna della durata di 6 mesi che hanno un tema specifico di volta in volta. Quando ci sono stata io , per esempio, c’era una esposizione di scarpe che ripercorreva varie epoche e stili e che appartenevano agli stilisti più famosi del mondo ripercorrendo un po’ il cammino artistico.

Vi assicuro che i modelli più inimmaginabili quel giorno li avreste trovati in vetrina, snob al punto giusto e molto orgogliosi di lasciarsi ammirare. Ora io lo so che questa mostra avrebbe rappresentato il culmine di massimo piacere per la maggior parte delle donne che hanno a casa più scarpe che capelli in testa ma io, forse, avrei preferito assistere nel 2011 all’esposizione sulla maglieria oppure alla mostra intitolata Birds of Paradise dedicata a tutte le creazioni che avevano come protagonista le piume. Vi ho fatto questi esempi non certo per criticare una esposizione cmq interessantissima ma per farvi capire che se deciderete di visitare questo Museo vi troverete sempre di fronte ad uno show nuovo ed il bello è proprio questo. Sul Museo della fotografia, (FOMU), non posso esprimere un giudizio personale perché non l’ho visitato ma sono sicura che i veri cultori dell’arte fotografica non si faranno sfuggire i suoi tre piani di esposizioni ricche ed interessanti che in breve tempo hanno reso questo posto una bella realtà nello scenario culturale di Anversa.

Chiudiamo il nostro viaggio con un consiglio per cui mi ringrazierete, già lo so. Con tutto questo vagare di sicuro vi sarà venuta un po’ di fame anche perché non dimentichiamolo, il clima in città non è sempre dei più miti. Come voi anche io ad una certa ora, in realtà molto presto per una italiana del Sud come me , mi sono ritrovata con lo stomaco borbottante e soprattutto la necessità di fermarmi in un posto caldo ed accogliente. Mentre scattavo foto alla Porta Santa, ricordatevi bene…Porta Santa, ( punto di riferimento per trovarlo), mi sono imbattuta in un ristorantino che già da fuori ha attirato la mia attenzione. Mai scelta fu migliore: per un puro caso e tanta fortuna ho scoperto un locale in cui ho passato 2 ore di pura magia perché tutto ma proprio tutto è stato perfetto. Appena entrata poiché c’era da aspettare 10 minuti per avere il tavolo ricordo che la proprietaria mi ha offerto un bicchiere di prosecco. Una volta al tavolo, in posiziona strategica accanto la finestra ed attaccata al termosifone , con vista fuori e palazzi fiamminghi a far da cornice al mio meritato riposo un cameriere gentilissimo di nome Nordin, (salutatemelo quando ci andrete e ditegli che sono l’italiana che doveva aprire il blog) mi ha servito con discrezione ma grande e costante accortezza. Intorno a me c’erano diverse coppie perché l’anima romantica del posto è innegabile ma anche amici e gruppi di donne. Lo stile è quello di una baita di montagna ma di estrema classe, con una base in legno scuro, scale che portano ai diversi piani, angeli e puttini che ti guardano con curiosità discreta ad ogni angolo, un pianoforte sospeso tra due piani che ti fa sognare ed un lampadario di cristallo antico o anticheggiante che impreziosiva il soffitto a travi regalando quel tocco di raffinatezza che quando c’è fa la differenza. E non parliamo della musica: una canzone più bella dell’altra partendo da Witney Houston per passare ad Armstrong , proseguendo con i Beatles ed alla fine è arrivato anche “il Tempo delle mele” ed io oramai a quel punto ero ubriaca di sogni. Adesso che ne scrivo devo ammettere che un sospiro di nostalgia sta rimbombando nel mio cuore. Si avete ragione, persa tra la malinconia dei ricordi non vi ho ancora detto il nome…ok questo posto imperdibile si chiama Het Vermoeide Model che Nordin mi ha spiegato tradursi in Tired Model in inglese.

Waterzooi piatto tipico Anversa

Waterzooi piatto tipico Anversa

Il nome originale è chiaramente fiammingo. Se volete sapere cosa ho mangiato io vi accontento subito : un gustosissimo waterzooi e se vi state chiedendo cos’è sarete subito soddisfatti si tratta di una buonissima zuppa di pesce sia di acqua dolce che di mare, ( nella mia c’era salmone e probabilmente merluzzo e carpa) con dentro carote, patate, sedano e tanto altro. In genere è servito con la baguette. Cosa posso dirvi se non consigliarvela con estrema sincerità? Ed adesso un’altra sorpresa: la birra.

Tutti ma proprio tutti sanno che il Belgio è uno dei Paesi in cui si possono gustare le più buone e varie birre del mondo. Bene io ho deciso di accompagnare la mia fantastica zuppa di pesce con la Kriek una birra alla ciliegia che farà impazzire tutte le donne compresa me che ho rinunciato al dolce pur di concedermi un altro bicchiere.

Kriek - birra alla ciliegia

Kriek – birra alla ciliegia

Se non siete mai stati in Belgio tuttavia, oltre allo waterzooi non posso non consigliarvi di assaggiare le altre specialità tipiche della sua cucina: le cozze con le patatine fritte, la carbonade alla fiamminga che è un ottimo spezzatino di manzo cotto molto lentamente nella birra scura belga servito , in genere, con le immancabile patatine o forse dovrei dire, patatone fritte. E per chiudere le porte della cucina l’ultimo suggerimento che vi do è quello di cercare anche un ristorante che vi preparerà lo stoemp che di fatto è un contorno e consiste in una purea di patate che spesso è farcito con crema, bacon, cipolla e spezie varie, una delizia forse poco light ma da leccarsi i baffi.

Stavo pensando di avervi detto proprio tutto ma mi sono appena ricordata che finora ho tralasciato di dirvi che Anversa è famosa in tutto il mondo per essere la città dei diamanti. Forse in pochi lo sanno ma oltre il 70% del commercio e del taglio di diamanti del mondo avviene ad Anversa. Se a questo punto state immaginando un tour tra vie eleganti e lussuose dimenticatevelo. Io , in realtà, sono rimasta abbastanza delusa. Non sono una donna che per un diamante ammazzerebbe tutt’altro ma il problema è che i negozi che espongono diamanti e diamanti e diamanti sono così numerosi che alla fine i tuoi occhi finiscono per prenderli per vezzi di vetro ed il peggio è che queste vetrine così “brillanti” si trovano in zona stazione , in vie tanto grigie quanto anonime che fanno svanire tutta la magia. Bene, ora possiamo proprio congedarci e lo facciamo davanti a Panos, una catena di forni pasticcerie che ritroverete sparsi quasi dappertutto ad Anversa e che saranno la tappa ideale se vorrete fare una colazione dignitosa, ( il bancone è pieno di ogni tipi di dolci e rustici) ma senza spendere più di tanto oppure avrete voglia di una merenda da mangiare a volo per strada anche se per quella ho un altro suggerimento che sono sicura vi piacerà e che si chiama Waffle…dolce tipico dei Paesi del Nord che in Belgio vendono un po’ dappertutto e che dovete provare almeno una volta esagerando , come ho fatto io, con la versione nutellosa oppure mantenendovi un pochino e scegliendoli semplici o spolverati con zucchero a velo!

A questo punto non mi resta che augurarvi buon viaggio perché sono sicura che starete già prenotando e mi raccomando non dimenticatevi di mandarmi una bella cartolina dalle Fiandre!!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Alessandra Cuscianna
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