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29 Mag

Goldrake, Mazinger e robots mania!!!

goldrake

Trema, il Regno delle tenebre e del male , dalla Fortezza della Scienza arriva con i suoi pugni atomici Mazinga  (versione italianizzata del nome Mazinger) roboooooot, Mazinga robottttt. Vola, si butta dalle stelle giù in picchiata, se sei nemico prega è già finita, la morte batte i denti c’è  Mazinga, robottttttt , Mazinga …robooooooot!!

Allora? Non la state cantando tutti insieme con un misto di nostalgia ed entusiasmo che solo i ricordi legati ai nostri anni più spensierati evocano? Per chi ha vissuto i mitici anni “80 questa sigla rappresenta sicuramente un meraviglioso cult insieme al suo cartone animato che, di sicuro, avrà riempito tanti pomeriggi della vostra infanzia, quelli per intenderci in cui l’unico problema che avevamo era nostra madre che non ci voleva far mangiare la seconda fetta di pane e Nutella!!

Dopo aver dedicato articoli a Cenerentola e Snoopy non potevamo non raccogliere le curiosità più interessanti su uno dei robots più amati nella storia delle anime giapponesi : il grande Mazinger che, lo ricordiamo subito, è il successore di Mazinga Z ed il predecessore di Grendizer conosciuto da più come Goldrake. Eh già, ci troviamo proprio di fronte ad una trilogia tanto che i suoi protagonisti spesso si intrecciano narrando le avventure della famiglia Kabuto e dei suoi robots. Per questo motivo troverete in questo articolo anche notizie che riguarderanno Mazinga Z e Goldrake ma siamo sicuri che a voi non dispiacerà!

LE ORIGINI

Il papà di Mazinger e di tanti altri celebri ed indimenticati robots da Goldrake a Geeg Robot d’acciaio passando per il personaggio del mitico Devilman  è Go Nagai, un noto fumettista e mangaka giapponese che con i suoi personaggi ha avuto sicuramente il merito di risollevare l’industria dell’animazione giapponese in un periodo poco felice.

A Nagai si devono due importanti innovazioni nel mondo dei fumetti: l’accoglimento dell’erotismo nei manga e la nascita dei mecha, appunto dei cosiddetti “robottoni”.

L’aneddoto legato all’origine di Mazinga è molto simpatico. Fu, infatti, lo stesso Go Nagai a raccontare che un giorno mentre si recava alla Toei, ossia alla casa di produzione televisiva presso la quale lavorava, essendo in pesante ritardo ed imbottigliato nel traffico insostenibile di Tokyo, si era trovato a sognare di trasformare la sua automobile in un gigantesco robot che schiacciando tutte le altre macchine lo avrebbe fatto arrivare puntuale a lavoro.

Nagai da quel giorno cominciò a lavorare ai disegni del suo ” sogno meccanico” ed a questo punto vi sveliamo che il predecessore di Mazinga Z si chiama Iron Z e prevedeva di essere guidato attraverso una motocicletta che doveva incastrarsi nella testa del robot il quale era dotato sulla schiena di un lungo scivolo che doveva permettere alla motocicletta di salire a livello del capo. Questa idea, tuttavia, non piacque ai superiori di Nagai che all’idea della motocicletta preferirono quella della navicella così come la ricordiamo in Mazinga Z. Iron Z pensato da Nagai  inoltre, non era dotato di ali, queste furono aggiunte successivamente quando ci si accorse che il robot non poteva contrastare i mostri volanti.

IL NOME

Il nome “Mazinger” deriva dalla parola giapponese “Majin” composta da due kanji: “Ma” che significa “demone” ed il secondo, “Jin” che significa “dio”, quindi “dio demonio” oppure “dio e demone”. Comunque, sia nel manga che nella serie TV animata, il dottor Juzo Kabuto che costruisce Mazinga Z nel momento in cui consegna il potente robot a suo nipote Koij gli spiega che Mazinga Z potrà diventare un dio o un demonio e che questo dipenderà dal suo pilota e da come gestirà la sua invenzione meccanica. Koij dovrà decidere se lottare per il bene o per il male. Per quanto riguarda il perché della Z del nome è subito spiegato: il robot è stato costruito dallo scienziato Juzo Kabuto in lega Z ed a questo riguardo vi anticipiamo che, invece, il Grande Matzinger sarà costruito in gran segreto da Kenzo Kabuto, figlio di Juzo nonché padre di Koji e del piccolo Shiro. Rispetto a Mazinga Z il nuovo robot sarà più corazzato, potente e costruito con una nuova lega detta nuova Z. Molti di voi ricorderanno a questo punto le mani meccaniche del dottor Kenzo Kabuto che guida la “Fortezza della scienza”. Se vi chiedete il perchè delle sue mani vi diremo che, inizialmente, tutti credevamo che Kenzo fosse morto durante un esperimento, in realtà suo padre aveva inserito il suo cervello in un corpo meccanico da  lui creato. Le sembianze del volto erano assolutamente umane ma le mani ne svelavano la vera natura. Dite la verità: questo proprio non lo sapevate!!

I PERSONAGGI PRINCIPALI

Di sicuro tutti voi ricorderanno i nomi di Koij e Tetsuya.

Koij , figlio di Kenzo, piloterà Mazinga  ma passiamo al nome: Koij Kabuto. Kabuto significa “elmo” o “corazza” mentre Koij significa “primo figlio”, quindi in senso più ampio: il figlio ricoperto da armatura….ed in un certo senso era proprio così.

Ed adesso reggetevi forte!! Avete mai saputo che Koij di Mazinga Z ed Alcor di Ufo Robot sono la stessa persona??

Tetsuya il cui nome significa “spada” invece, è un orfano dal carattere particolarmente scontroso, ribelle ed introverso che viene cresciuto da Kenzo Kabuto ed addestrato sin da piccolo per pilotare il Grande Matzinger. Tetsuya per questo motivo non ha avuto un’infanzia normale ma solitaria e priva di amici il che, spesso, renderà difficili i suoi rapporti con gli altri personaggi del cartone animato che non sempre capiranno quanta fragilità si nasconda dietro tanta aggressività ed a tratti possessività. Tetsuya, infatti, soffrirà spesso di complessi di inferiorità e gelosia nei confronti di Koji figlio legittimo di Kenzo Kabuto che ad un certo punto rientrerà dall’America per aiutare con il suo Mazinga Z lui e gli altri robots nella lotta contro le forze nemiche.

Tetsuya pilota il “Brain Condor” una piccola navicella che si incastra sulla testa del Grande Mazinger e permette di prendere i comandi. Non mi dite che non vi ricordate l’uscita da sott’acqua…mitica!!!

VENUS ALFA

Ed adesso nessuno di voi provi a negare che da bambino non sia stato particolarmente attratto da Venus, e si..avete capito bene, parliamo proprio del sexy robot femminile della serie. Venus , naturalmente, non ha le stesse potenzialità del Grande Mazinger ma, spesso, il suo aiuto sarà fondamentale durante i combattimenti. Il robot esce dalle acque di una cascata dopo essere stato agganciato dalla navicella la ” Regina delle stelle” ed è pilotato da Jun Hono, una ragazza mulatta afroamericana o forse figlia di una giapponese e di un uomo africano che vive presso la Fortezza della scienza ed è stata adottata da Kenzo Kabuto proprio come Tetsuya. Ricordiamo che la pelle di Jun in un episodio fa , addirittura, emergere il tema delle differenze tra razze e colori ma sarà la prima ed ultima volta che un tema così importante viene affrontato nella trilogia.  Jun inizialmente vive forti disagi ed insicurezze per il colore della sua pelle ma alla fine capisce che il colore più importante è il rosso, quello del cuore che è uguale in tutti gli uomini. Jun è esperta di arti marziali e vive un rapporto di odio amore con Tetsuya con il quale spesso si scontra ma che finisce sempre per aiutare anche in battaglia con Venus che interviene con le sue  3 armi : i raggi laser sparati dagli occhi, i missili sparati dalle dita e pezzo forte, nonché oggetto di molteplici fantasie maschili, due bombe sparate dal petto…diciamo così!

DIMENSIONI

Ma quanto è grande Mazinger? Ve lo siete mai chiesti?

Bè, noi lo sappiamo: Grande Mazinger è  alto 25 metri, pesa 32 tonnellateha gambe lunghe 13 metri ed un piedino di 4 metri. La velocità del suo passo è  di 70 Km all’ora!

Venus, invece, è alta 20 metri e pesa 23 tonnellate…..davvero una bella coppia!!

ARMI

Qui di seguito ve ne elenchiamo solo alcune. Perché lo facciamo?

Di sicuro per smuovere dentro di voi zolle di ricordi che diano vita a ritrovate ed intense emozioni!

RAGGIO GAMMA

Fuoriesce dal petto e raggiunge fino a 40.000 gradi ma può diventare anche un raggio congelante.

PUGNI ATOMICI

Si staccano dalle braccia e ruotano per poi tornare ad attaccarsi automaticamente.

GRANDE BOOMERANG

Si tratta della pista centrale a forma Di V che si stacca andando a colpire i nemici.

MISSILE CENTRALE

Cosiddetto perché esce dall’ombelico del robot.

LA SPADA DI MAZINGER

Una delle armi principali del robot è la spada e quello che va notato a questo riguardo è come Matzinger non combatte con un “katana” ma con una spada dalle caratteristiche molto più occidentali. Le sembianze stesse dei robots di Nagai ricordano più quelle dei cavalieri medievali ( pensiamo alla grata davanti alla bocca dei robots che ricorda la baviera delle armature medievali) che quelle dei samurai o soldati giapponesi.

ROBOTS MINORI

Junior Robots: è costruito da Kenzo Kabuto per il piccolo Shiro ma compare nella serie solo in qualche puntata, di fatto è un robot poco dotato che di certo non può combattere contro il Generale Nero ed i mostri Mikenes.

Boss: è un robot grosso ed impacciato dall’anima anche molto comica che spesso interviene insieme a Venus per aiutare Mazinger. E’ pilotato da Boss Robot , innamorato di Jun e per questo spesso in conflitto con Tetsuya.

ULTIMA PUNTATA

Quanti di voi saprebbero dirmi esattamente come finisce il Grande Mazinger?

Tranquilli, siamo qui per questo. La prima cosa da specificare è che il finale della serie Tv è diverso rispetto a quello del manga e sicuramente più lieto. Il dott. Kenzo Kabuto per salvare Tetsuya che si trova a terra con il Grande Mazinger ed in grande difficoltà si lancia con la parte superiore della Fortezza della Scienza (che può anche volare) su Demoniaca che è la stazione dei mostri e sacrifica la sua vita. In punto di morte a suo figlio Koij che non capiv perché l’avesse fatto dirà di aver sempre considerato Tetsuya come un figlio , proprio come lui.  Sconfitti definitivamente  i mostri delle tenebre e del male i protagonisti ricordano il sacrificio del Dott. Kabuto, Jun raggiunge Tetsuya ricoverato in ospedale ma non in pericolo e gli dà la mano suggellando il loro amore mentre i robots vengono collocati nel museo di Tokyo come simboli di pace.

Il manga ha un finale più triste: Tetsuya per la gelosia provata nei confronti di Koij rifiuta il suo aiuto e durante un combattimento si trova in gran difficoltà rischiando di morire. Il Dott. Kabuto per evitare il peggio sacrifica la sua vita lanciandosi con la Fortezza della Scienza su Demonica. Tetsuya a quel punto, preso dai sensi di colpa, si lancia anche lui contro le forze del male e muore per il trionfo del bene.

Lo volete conoscere ora un significato assolutamente nascosto che vi sorprenderà non poco?

Il modo in cui nelle serie di Go Nagai i robots compaiono fa riferimento al concetto di nascita. Non stiamo scherzando e vi spieghiamo il perché: Mazinga Z esce da una piscina, Venus e Goldrake da una cascata, il Grande Mazinger  dalle acque del mare , tutte figure che richiamano il parto. Il travaglio è rappresentato dal percorso che le navicelle devono compiere prima di agganciarsi alla testa dei robots mentre lo stesso percorso compiuto dai personaggi altro non è che iol viaggio dello spermatozoo e la fecondazione che porta alla nascita ossia al momento in cui il robot esce allo scoperto.

Siete rimasti senza parole?

Bè, non siete gli unici!

Bene, il nostro articolo e viaggio nei ricordi sta per chiudersi ma a questo punto solo un piccolissimo particolare anche  sul “cugino” vogliamo svelarvelo: in Francia Grendizer venne ribattezzato Goldorak ma in Italia preferirono il nome di Goldrake mentre Ufo Robot  Grendizer venne chiamato Atlas Ufo Robot. A lungo ci si interrogò sul perché del nome ATLAS fino a quando non si capì che questo nome altro non era se non frutto di un errore commesso in RAI da un funzionario che da un collega francese aveva ricevuto un manuale con maggiori spiegazioni sulla serie da trasmettere: Atlas Ufo robot Goldorak …Atlas in francese significava manuale, riassunto, istruzioni, in Italia per un equivoco pensarono si trattasse del nome del personaggio e d il resto è storia!!

E’ arrivato il momento dei saluti.

Sperando di avervi fatto cosa gradita ci congediamo con voi con una consapevolezza per noi inossidabile ma che purtroppo non tutti capiranno: la qualità superiore dei nostri cartoons, della loro grafica, delle loro morali, delle loro sigle e con ciò dicendo non ce ne vogliano assolutamente i fans di Peppa Pig e company!!

 

Alessandra Cuscianna
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